Progetti e Ricerca

CentralMente effettua attività di ricerca in diversi ambiti dell’età evolutiva tra i quali:

  • Le abilità di decodifica della lettura nella scuola primaria;
  • Gli indicatori di rischio per l’identificazione precoce dei DSA nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria;
  • Le comorbidità nella Dislessia Evolutiva;
  • La progettazione di strumenti computer based e assisted per la valutazione delle abilità di apprendimento;
  • La sindrome sintattico-lessicale nei Disturbi del Linguaggio;

”Franceschi,

 Il presente lavoro di ricerca, basato sulle raccomandazioni della Consensus Conference per le iniziative di screening, propone un modello di intervento per l’individuazione e la prevenzione precoce dei DSA in prima classe primaria organizzato in tre fasi successive. I risultati consentono di affermare che un training abilitativo di tipo metafonologico, nelle prime fasi di acquisizione del codice scritto, consente di produrre un cambiamento «clinicamente significativo» in circa il 65% dei bambini in difficoltà nell’apprendimento della scrittura. Inoltre, le misure di sensibilità e di specificità della prova del dettato delle 16 parole somministrata a gennaio rispetto alla capacità di prevedere positivamente difficoltà di scrittura e lettura a maggio indicano la necessità di introdurre una prova di lettura a maggio che indaghi selettivamente i processi di decodifica in lettura; questo elemento impone di ricollocare gli screening sui DSA in un’ottica che tenga in dovuta considerazione l’apprendimento evolutivo della lettoscrittura e quindi integri prove che valutino selettivamente scrittura e lettura.  

”Stella,

In questo studio di indagine retrospettiva vengono presentati i dati preliminari relativi all’associazione dei diversi disturbi delle abilità scolastiche (disortografia, disgrafia, discalculia) e dell’organizzazione neuropsicologica (disturbo del linguaggio, disturbo della coordinazione motoria, difficoltà di attenzione) in un campione di 92 soggetti con diagnosi di disturbo specifico di lettura afferiti al Centro di Neuropsicologia Clinica dell’Età Evolutiva di Pesaro nell’arco di 3 anni (2003-2006). L’obiettivo primario è quello di contribuire a migliorare la comprensione della comorbidità tra i diversi disturbi dello sviluppo in soggetti che evidenziano un’alterazione funzionale dei processi di lettura.

”Stella,

Il presente lavoro, oltre alla costruzione di uno strumento informatizzato per la valutazione delle abilità di codifica fonologica, rappresenta un contributo clinico-diagnostico finalizzato all’approfondimento della performance nell’elaborazione di informazioni linguistiche e iconiche in soggetti con disturbo specifico di lettura di lingua italiana. A tale scopo le prestazioni di 13 soggetti con dislessia evolutiva sono state valutate mediante una prova computerizzata di riconoscimento di coppie di non parole e confrontate con quelle di soggetti normolettori di pari età cronologica. I risultati ottenuti, confermando i dati presenti in letteratura (Van Der Leij e Van Dall, 1999), evidenziano nei dislessici un profilo funzionale caratterizzato da un deficit di automatizzazione della via sub-lessicale che ne influenzerebbe le abilità di accesso lessicale e di lettura del brano, mentre non si osservano differenze nei tempi di latenza delle risposte del materiale iconico. Inoltre, la prova informatizzata è risultata in grado di discriminare e individuare in modo statisticamente significativo il 91% dei soggetti con dislessia evolutiva.

”E.

Il riconoscimento della dislessia come un disturbo dello sviluppo neurologico è stata ostacolata dalla convinzione che non è un’entità diagnostica specifica perché ha manifestazioni variabili e specifiche per la lingua. In linea con questa convinzione, abbiamo trovato che i dislessici italiani, usando una ortografia superficiale che facilita la lettura, risultano migliori in compiti di lettura rispetto ai dislessici inglesi e francesi. Tuttavia, tutti i dislessici presentavano deficit rispetto ai loro controlli in lettura e nelle attività fonologiche. Scansioni di tomografia a emissione di positroni durante la lettura esplicita ed implicita ha mostrato la stessa attività ridotta in una regione dell’emisfero sinistro nei dislessici di tutti e tre i paesi, con il picco massimo nella circonvoluzione temporale media e picchi aggiuntivi nel giro temporale inferiore e superiore e nel giro medio occipitale.Possiamo concludere che esiste una base neurocognitiva universale per la dislessia e che le differenze nelle prestazioni di lettura tra i dislessici dei diversi paesi sono dovute alle differenti ortografie.

”Stella,

 Il presente lavoro si inserisce all’interno del filone di ricerca che si occupa di studiare metodi e strumenti per identificare il più precocemente possibile i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).